Lug 07

Odio i blog poco aggiornati ed io da qualche mese a questa parte il mio lo sto trascurando troppo !

Pertanto ho deciso di prendermi una pausa a tempo indeterminato dal blog per riflettere , lavorare e decidere il destino di questo spazio .

Resto tuttavia a completa disposizione di visitatori e amici : potete contattarmi usando il form a questa  pagina o commentando qui .

Rispondo subito …le ferie le prendo a fine Settembre..ora ho troppo lavoro!

 

 

Giu 10

E’ passato ormai qualche mese dalla lettura de “La rivoluzione del filo di paglia ” , ma tutt’oggi , ogni qualvolta che sono a contatto con le “mie creature” , penso di continuo al metodo di Fukuoka e a come applicarlo al meglio . Inevitabilmente , quando un libro cattura la mia attenzione , cambia anche il mio modo di vedere le cose .

Successivamente , ho letto anche ” Masanobu Fukuoka : Lezioni italiane ” : praticamente è la trascrizione di alcune conversazioni tenute da Fukuoka nel viaggio in Italia del 1991 .

Onestamente a tratti mi è sembrato troppo enfatico ,  in quanto pone l’agricoltura nel campo della fede .  Tuttavia “Lezioni italiane” mi ha dato la possibilità di comprendere al meglio la bellissima presentazione di Giannozzo Pucci ( curatore sia de “Lezioni Italiane” che de “La rivoluzione del filo di paglia” ) al libro “L’agricoltura Naturale nell’800 : Esperimenti di Rivoluzione del filo di paglia in Italia un secolo prima di Fukuoka ” di Pietro Stancovich . Si tratta di un documento dalla valenza quasi storica risalente al 1841 :il canonico Pietro Stancovich racconta i suoi esperimenti di colture di formento senza aratura , vangatura e concimi , dal momento che , proprio come Fukuoka , sosteneva che la vegetazione in natura nasce , cresce e si sviluppa senza l’intervento umano . A testimonianza di quest’affermazione riportò come esempio la nascita e la crescita del tutto spontanee di un fico nella fessura del muro di un castello .

Pertanto ,in realtà , fu Stancovich e non Fukuoka a fondare il concetto di “Agricoltura naturale” . Tuttavia , secondo Giannozzo Pucci , Stancovich fallì nella divulgazione delle sue idee principalmente per la mancanza di un messaggio spirituale di fondo . Pur riuscendo a dimostrare l’efficienza delle sue idee , non riuscì a convertire la mentalità volta alla religione della modernità : anche i miracoli non sono sufficienti se non supportati della fede .

Invece Fukuoka , sebbene un secolo dopo , è riuscito nell’intento ,unendo agricoltura e etica della natura .

Approfondimenti :

 

  • Titolo: L’ agricoltura naturale nell’800. Esperimenti di rivoluzione del filo di paglia in Italia un secolo prima di Fukuoka
  • Autore: Stancovich Pietro
  • Editore: Libreria Editrice Fiorentina
  • Data di Pubblicazione: 2009
  • Collana: Mezzo scudo
  • Prezzo : 2,00 €
  • ISBN: 8895421361
  • ISBN-13: 9788895421360
  • Mag 23

    Quando trovo on line delle idee carine per riutilizzare le bottiglie di acqua minerale quasi mi dispiace di essermi convertita all’uso dell’acqua di rubinetto … ma poi quando penso ai soldi risparmiati  ( almeno 150 euro annui a persona ) , alla quantità di rifiuti in meno prodotti ( considerando che ogni bottiglia da 150 cl pesa 50 grammi , almeno 1 bottiglia al giorno a persona … sono oltre 18 Kg di rifiuti annui !) e all’impatto sull’ambiente che nel complesso ha la produzione ed il trasporto delle acque minerali , rimpiango di non aver preso prima questo decisione !

    La domanda che puntualmente mi fanno amici e parenti che ancora bevono acqua minerale è : ” Ma c’è da fidarsi dell’acqua di rubinetto ? ” . Ed io puntualmente difendo la causa dell’acqua pubblica , dicendo che viene controllata quotidianamente , a differenza di quella minerale che (leggendo bene le etichette) , se tutto va bene , sono controllate ogni 2 anni !  Inoltre , i controlli sanitari giornalieri delle acque pubbliche garantiscono la genuinità fino alla conduttura pubblica . Generalmente sono proprio le reti idriche private che alterano la qualità delle acque di rubinetto . E questo è un problema facilmente risolvibile con una manutenzione accurata .

    Purtroppo chi passa dall’acqua minerale a quella di rubinetto , non riesce ad accettarne il sapore dato dal cloro, utilizzato come antimicrobico (evita la prolificazione di batteri ). In realtà anche questo problema può essere ovviato , mettendo l’acqua di rubinetto in una brocca e lasciandola in frigo per qualche ora : il cloro a contatto con l’aria e con una temperatura inferiore passa ad uno stato gassoso e si volatilizza .

    Ma se proprio non potete fare a meno di bere acqua minerale , almeno approfittatene per creare qualcosa di bello con le bottiglie vuote ! :lol:

     

    Approfondimenti :

    Imbrocchiamola : Iniziativa per difendere l’acqua pubblica

    Idee per riutilizzare le bottiglie di plastica :

    La tenda con i fondi delle bottiglie

    Oggetti vari

     

    Mag 13

    E’ qualche anno che coltivo le lagenarie ed ho sempre pensato che l’utilizzo fosse principalmente decorativo … ma ho ricevuto la mail di un italo-americano di origini siciliane che mi ha letteralmente illuminato su un ulteriore utilizzo delle lagenarie , nello specifico della lagenaria longissima .

    In Sicilia , infatti , la lagenaria longissima viene coltivata anche per i succulenti germogli ( la parte più tenera ) , chiamati appunto “tenerumi” . Pare siano una vera prelibatezza saltati sulla pasta o anche nelle minestre .

    E’ proprio vero che nella vita c’è sempre da imparare !

    Approfondimenti :

    - Minestra estiva con i tenerumi

    - Fusilli integrali con i tenerumi

    Mag 04

    Dopo tante peripezie , sono riuscita anche a concludere il primo video su YouTube .
    Il lavoro è stato lungo ed intenso , perchè raccogliere e ordinare oltre 3 anni di foto , non è stato semplice . 

    Spero che il video “La luffa : la pianta delle spugne vegetali . ” sia di vostro gradimento .

    Apr 22

    Sabato 18 e Domenica 19 si è tenuta a Salerno ,nella Villa Comunale , la nona edizione della Mostra della Minerva : una strepitosa mostra mercato di piante rare .

    Cercare di spiegare con le parole la varietà di colori , forme e profumi , forse è impossibile .

    Sicuramente è stato un evento in cui tutti i sensi hanno partecipato attivamente alla scoperta di nuove piante .

    I vivai presenti erano oltre 50 , provenienti da tutta Italia , e ciascuno con una “specialità della casa” !

    Molto spazio è stato dato anche a varie associazioni onlus , ai prodotti tipici e arredamento giardino .

    La lista completa dei partecipanti è consultabile qui .

     

     

    Menta nana tappezzante

    Personalmente mi sono innamorata della menta nana : ha le sembianze di una “zolla di prato” , e in teoria potrebbe anche essere utilizzata come prato , in quanto è tappezzante , e in più profuma di menta ! A quel punto si che tagliare il prato diventa una seduta di aromaterapia ! Questa varietà era presente un pò in tutti i vivai di aromatiche : nello specifico , la menta nana della foto era in vendita nello stand di “Biovivaio Gran Burrone” , dove è possibile acquistare anche la prodigiosa Salvia Argentea .

    Rose di Maginaturainforma

    Notevole anche l’esposizione delle rose antiche e moderne di Maginaturainforma : il profumo era così intenso che a distanza di metri era ancora vivo e presente !

    Il Lavandeto di Assisi

    Seguendo la scia delle fragranze floreali , siamo poi giunti ai famosi sacchettini profumati de “Il Lavandeto di Assisi“  : è impressionante la quantità di varietà di lavanda di cui dispongono !

    Peonie di Tropeal

    Incantevoli anche le peonie di Tropeal : anche in questo caso , le varietà esposte erano tantissime e le parole non riescono a descrivere la bellezza di un fiore .

    Associazione Cactus & Co.

    Alla mostra era presente anche la mitica associazione “Cactus & Co. ” , con le loro simpatiche succulente .

    Le figlie delvento

    E poi c’erano loro … le famose “figlie del vento” , le Tillandsie , particolari tipi di epifite , che normalmente vivono  sulla corteccia di alberi .

    Avrei ancora tantissime foto da mostrare e altrettanti vivai di cui parlare , ma ci vorrebbero delle ore per farlo .

    Se la mia esperienza vi ha invogliato a visitare una mostra analoga , provate a cercare su Google , magari a giorni ci sarà anche nella vostra città !

    Apr 12

    Ultimamente sto un pò trascurando il blog :se prima scivevo almeno un post alla settimana , ora ne impiego anche due prima di aggiornarlo , ma c’è un perchè !

    Nell’ultimo mese ho lavorato molto al nuovo sito , ma fortunatamente ho finito .

    Anzi , ne approfitto per dare una piccola “comunicazione di servizio ” : la sezione “I fiori del bene - il sito ” adesso ha una nuova grafica , nuove funzioni ed è raggiungibile mediante l’indirizzo http://www.ifioridelbene.com/ . Almeno per il momento , il blog resterà qui … anche perchè ho avuto davvero tantissimi problemi nel passaggio di provider… ma questa è un’altra faccenda !Fine della comunicazione di servizio :) !

    Parallelamente alla realizzazione del nuovo sito , ovviamente mi sto occupando delle semine e , tra le tante idee , avevo intenzione di creare in un angolo del mio orto  un bel giardino .

    Per ora è solo prato…magari , appena avrò un pò di tempo , mi dedicherò più attentamente al progetto . Intanto mi sono imbattuta on line in un software gratuito , utilizzabile sia on line che sul pc , che consente di creare in 3D un giardino virtuale , con tanto di oggetti , quali fontane , panchine , steccati.. ovviamente prima di usarlo , bisogna avere già le idee chiare su come e cosa fare , considerando l’esposizione al sole , e le dimensioni del giardino . In commercio ci sono tantissimi software che aiutano anche in questo , suggerendo perfino le varietà più adatte , ma per iniziare il “Virtual garden” può rendere l’idea del progetto finito !

    E’ in inglese , ma è comunque di facile utilizzo . Lo trovate qui ed è disponibile sia per PC Windows che Mac .

    Per ora credo che sia tutto .

    L’augurio di oggi è che possa essere davvero una giornata serena , perchè dopo gli ultimi giorni , la serenità è un miraggio … purtroppo .

     

    Buona Pasqua a tutti .

    Mar 30

    Ancora una simpatica idea per riciclare in casa la carta , creando un originale oggetto decorativo .

     

    Questa volta si tratta di un utilissimo vaso , dalla particolare forma di albero .

     Tuttavia , volendo , può essere usato anche come portapenne o semplice decoro . Ma credo che l’uso come vaso sia il più indicato , in quanto i fiori sembrano davvero la chioma dell’albero … immaginatelo con dei rametti di pesco in fiore … bellissimo !

     

    La lavorazione è un pò lunga : per far asciugare bene la carta occorrono anche 4-5 giorni , ma credo ne valga la pena .

     

     

                                          

    Occorrente:

    -  carta ( va bene qualsiasi tipo)

    - un vasetto di vetro (le dimensioni influiranno su quelle dell’albero)

    - farina e sale

    - frullatore (facoltativo)

    - Nastro adesivo

    - pennelli , vernice color grigio, nero e marrone

    Si procede , iniziando a sminuzzare la carta grossolanamente . Volendo si può anche ripassare la carta in frullatore . Successivamente si lascia riposare la carta in acqua calda per una notte . Addirittura , per velocizzare , si può far bollire la carte in acqua per qualche ora .

    A questo punto si iniziano ad applicare sul vasetto di vetro con il nastro adesivo i rami recisi laterali dell’albero : si arrotola un pò di carta , formando un cilindretto di pochi centimetri , si taglia in senso obliquo il cilindretto , in modo da poter inclinare il ramo verso l’alto e lo si applica con il nastro .

    Fatto ciò , si ritorna alla carta , che nel frattempo sarà diventata morbida e malleabile . Si elimina l’acqua in eccesso , e si procede aggiungendo farina e sale . La farina e il sale praticamente sostituiscono la colla vinilica che normalmente si inserisce nella carta pesta e servono a dare durezza e compattezza una volta asciutta . Bisogna lavorare molto questo composto con le mani , fino a che non sarà diventata compatta ed omogenea .

    Si applica la carta sul vasetto , modellando bene intorno ai rami e sui bordi .

    Si modellano le radici e , aiutandosi con un coltello ,si creano le scanalature della corteccia .

    Se avanza carta , si può anche rivestire il tappo del vasetto  e creare anche dei piccoli decori aggiuntivi , come dei funghetti .

    A questo punto bisogna far asciugare bene la carta , prima di colorarla e trattarla con vernice .

     

     

     

    Questa fase è facoltativa , nel senso che i “tronchi” al naturale sono già molto belli , ma i passaggi di vernice sicuramente rendono l’oggetto più resistente al tempo e esaltano la profondità della corteccia .

    Si passa prima una mano di nero, in modo uniforme e fin dentro le crepe della corteccia . Successivamente, si passa una mano leggera di grigio , facendo bene attenzione a lasciare le crepe nere in vista . E poi , infine , si passa in maniera ancora più lieve il marrone , sfumando molto .

     

     

    Credits :

    Project: Papier-mâché Faux Bois Containers

    Mar 15

    Finalmente il sole comincia a farsi sentire e le temperature iniziano ad essere molto piacevoli . Si può procedere con le semine !

    germoglioE’ molto interessante in che modo anche per una pratica così semplice come la semina vi siano tante tecniche e “scuole di pensiero” per attivare il seme e farlo germogliare più in fretta . Per quanto mi riguarda , io mi regolo in base alle dimensioni del seme : i semi piccoli li dispongo direttamente sul terreno e mantengo terriccio e semi costantemente umidi con uno spruzzino . Invece i semi grandi li metto prima in ammollo in acqua per 24-48 ore ( nel caso delle lagenarie , il cui tegumento è praticamente legnoso ,  è necessario anche un periodo più lungo ), poi li faccio germogliare in uno straccio umido ,chiuso in un contenitore ermetico ( per non perdere umidità ) ed esposto al sole (o comunque ad una fonte di calore ) fin quando non spuntano le radichette . A quel punto interro il seme con radichetta a un centimetro di profondità (non oltre , altrimenti rischia di marcire). Tuttavia esistono anche altre tecniche per ottenere risultati migliori dalla semina .

    Ad esempio la vernalizzazione sfrutta le basse temperature per attivare i semi . Infatti pare che disponendo i semi in frigo prima della semina o anche durante la fase di germinazione (quindi quando hanno già la radichetta) , in quanto il freddo attiva i processi metabolici , favorendone la crescita . Tuttavia questa tecnica può essere usata solo su quelle tipiche varietà dette ” microterme” , ovvero che hanno la fase di massima crescita proprio durante le stagioni più fredde , e sono principalmente graminacee . Quindi sulle semine primaverili , la vernalizzazione non credo che abbia una particolare utilità .

    Altra tecnica è l’osmopriming , segnalata tempo fa dall’amico Stranepiante  : sostanzialmente prevede l’immersione dei semi in acqua distillata e di un sale (21 g di sale per un litro d’acqua) per almeno 24 ore prima della semina . Evidentemente questa sorta di “salamoia” protegge i semi da muffe e batteri , aumentandone germinabilità  e addirittura vigore .

    Devo essere onesta , ma io ho sperimentato l’osmopriming sui semi di zucchina … per il momento non noto differenza .

    E a questo punto mi chiedo perchè complicare quello che è un processo così naturale ? :oops:

     

     

    Mar 05

    Ho sempre pensato che i prodotti biologici certificati costassero di più perchè inevitabilmente la produzione senza pesticidi è sensibilmente più ridotta e perchè la coltivazione senza diserbanti implica una maggiore manodopera … e invece c’è di più !

    Come funzionano le certificazioni in Italia ?

    Il Ministero delle Politiche Agricole e Forestali in collaborazione con le Regioni autorizzano gli organismi di controllo a rilasciare , dopo accurate valutazioni , le certificazioni .

    Ma chi paga l’organismo di controllo ? Il Ministero , direte voi?! E invece no…l’organismo di controllo è pagato annualmente dall’azienda agricola che ha fatto richiesta della certificazione . Al di là di un possibile conflitto di interesse , trovo quasi paradossale che un’azienda agricola debba pagare per poter dimostrare che fornisce un servizio sostenibile , invece di essere tutelata e avvantaggiata .

    La cosa che proprio non concepisco , non è tanto la quota annuale ( che comunque incide sui prezzi finali dei prodotti , perchè oscilla da 200 a 500 euro annui , in base al tipo di attività e all’estensione ..) ,perchè , se non è il Ministero a sovvenzionare  , qualcuno dovrà pure pagare questi organi , ma  è la percentuale sulle vendite ( generalmente l’1% ) che proprio non digerisco ! Questi organi si “beccano” pure una parte del frutto del lavoro dell’azienda !

     Poi è normale che un’azienda certificata venda una bustina di semi a 5 euro!

    Ad ogni modo , da consumatori , prima di acquistare un prodotto che viene venduto come biologico certificato , leggere sempre bene le etichette ( in realtà le etichette vanno lette con attenzione sempre!) e cercare il nome dell’ente che ha rilasciato il certificato , perchè la “bio-truffa” è sempre in agguato !

    La lista sempre aggiornata degli organismi autorizzati al rilascio dei certificati è consultabile on line sul sito della S.I.N.A.B (Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica ) , realizzato dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali e le Regioni .

    Approfondimenti :

    BioBank.it : Controlli e certificati come sistema




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