La Luffa in sintesi
Piccola guida sulla Luffa Cylindrica :
La Luffa appartiene alla famiglia delle cucurbitacee : nell’aspetto è molto simile alla zucchina , ma è rampicante come una comune zucca .
E’ originaria dell’Asia , ma è coltivata anche in Italia con successo .
E’ coltivata principalmente come spugna vegetale ,in quanto il frutto , al momento della completa maturazione , si disidrata , perdendo gran parte del suo peso, ciò che resta è esclusivamente il corpo fibroso che costituisce la parte spugnosa .
Hanno un periodo di crescita relativamente lungo , tra i 110 e i 180 giorni.
Il periodo ottimale per la semina è tra Marzo e Maggio .
I semi sono di un nero intenso molto simili a quelli delle angurie .
Dopo la comparsa della piccola radice , passano pochi giorni e si iniziano a veder spuntare le due verdissime foglioline della piantina di Luffa .
Dopo appena un mese dalla semina , le foglioline cominciano ad assumere la tipica forma “a stella” . Il fusto comincia ad allungarsi notevolmente , tanto da aver bisogno dei primi sostegni .
Iniziano a comparire i primi “viticci” , grazie ai quali la piantina potrà aggrapparsi ai paletti di sostegno .
I fiori cominciano a comparire già dal 3° mese : sono gialli e più piccoli di quelli delle zucchine .
Come in tutte le cucurbitacee , anche nella luffa i fiori hanno sessi separati : per cui i fiori maschi sono semplici , mentre i fiori femmina presentano , poco al di sotto del fiore , un “gambo” leggermente più ingrossato (l’ovario) , dove confluirà per deposizione da parte degli insetti e del vento il polline maschile .
Infatti , nel giro di pochi giorni , subito dopo la prima fioritura , l’ovario comincia ad ingrossarsi , formando quella che sarà una splendida Luffa .
La produzione è continua ed abbondante . Mediamente ogni pianta produce circa 10-20 frutti .
A partire dal 5° mese alcuni frutti iniziano a cambiare colore , passando dal verde intenso ad un colore più chiaro … tipo il giallo , poi dal giallo al beige , infine il marrone .
In questo caso i frutti in questione sono finalmente maturi , molto più leggeri e pronti per essere sbucciati ( quando sono verdi è quasi impossibile decorticarli ) .
La lavorazione della Luffa inizia con l’eliminazione dei semi : si incide la parte sottostante con un taglierino .
In realtà questa sorta di “opercolo” si riesce a rimuovere tranquillamente anche a mani nude se la Luffa è ben essiccata .
Si procede eliminando e mettendo la parte i semi per il prossimo anno .
E’ molto importante conservare i semi in un posto asciutto e lontano dalla luce .
Si consiglia , inoltre , di metterli ad asciugare al sole per qualche giorno prima di metterli via , in modo tale che siano perfettamente asciutti , per prevenire la formazione di muffa . L’ideale sarebbe riporli in un sacco di iuta o cotone , in modo tale che i semi traspirano e non si forma la condensa .
L’eliminazione della buccia è forse la parte più noiosa di tutta la lavorazione , in quanto richiede un po’ di tempo e pazienza
La spugna , successivamente , può essere tagliata con un taglierino .
Eventualmente si eliminano con una pinzetta i semi rimasti all’interno .
Una volta sbucciate , vanno tenute in acqua pura ( o acqua e candeggina ) per sbiancarle , in quanto a volte ( soprattutto se è stata un’estate piovosa ) alcune spugne risultano leggermente macchiate .
Possono essere usate come spugne ( per l’igiene della persona e della casa ), come tessuto, o per imbottiture ( per pupazzi , cuscini ….).
Nell’uso specifico della pulizia del corpo , usata bagnata , l’ecospugna
( spugna vegetale ) è più morbida ed è indicata anche per le pelli delicate , usandola “a secco” si ottiene un massaggio più intenso e vigoroso , ideale per rimuovere dalla pelle impurità e cellule morte.
Per completare il discorso sulla Luffa , annoveriamo anche altre due varietà accanto alla Cylindrica:
la Luffa Opercolata ( detta anche Operculata o mini Luffa ) , molto piccola nelle dimensioni e con delle escrescenze puntiformi sulla buccia .
e la Luffa Acutangola ( Acutangula o Aegyptica) , che come lascia intendere il nome , presenta delle “sfaccettature” . E’ utilizzata molto in cucina , e meno come spugna.
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