Archivio : Ottobre 2009

Ott 28

Tempo fa accennai in un commento quante soddisfazioni dia anche l’autoproduzione del lupino .

Andando per gradi , spieghiamo un pò cos’è , come si coltiva , come si usa e perchè è una varietà così straordinaria .

Il Lupino bianco [Lupinus Albus] è un legume , quindi già di suo non ha bisogno di fertilizzanti e , anzi , contribuisce ad apportare azoto nel suolo (leggi qui per approfondire) . Infatti è anche utilizzato nella pratica del sovescio : dopo la raccolta , la pianta viene trinciata e interrata nel suolo proprio per fertilizzarlo .

Sembra che sia una varietà in disuso , perchè non ha un valore commerciale ( ha un ciclo vitale abbastanza lungo - circa 6 mesi - e ciò inevitabilmente incide sulla produzione ), ma  nutrizionalmente è decisamente interessante : è il legume con il contenuto proteico più alto ( addirittura il 30% più della soia) e carboidrati ridotti , quindi molto indicato nelle diete vegetariane , proprio per integrare l’apporto proteico .

La coltivazione del lupino è molto semplice : si semina in autunno , e si raccoglie in tarda primavera .

La pianta non supera i 150 cm d’altezza , è poco ramificata , costituita perlopiù da un fusto centrale che termina , al momento della fioritura , con una sommità incorniciata da tanti fiori bianchi (da qui il nome “Lupino bianco” ) . Dopo la fecondazione , si ha la formazione dei baccelli che sono molto simili a quelli della fava : ciascun baccello in media ospita 4 semi .

E’ una pianta acidofila , ma è molto tollerante (resiste fino a terreni con ph 7.2 , quindi addirittura leggermente basico) .Non gradisce ristagni d’acqua .E’ una varietà molto rustica , resistente al freddo .

Dopo il raccolto , il lupino , prima di essere consumato , ha bisogno di essere “deamarizzato” , ovvero è necessario eliminare un alcaloide che lo rende amaro . E’ necessario prima tenere in ammollo i semi per qualche ora e poi portare l’acqua in ebollizione per circa mezz’ora , non di più , altrimenti si sfarinano . Successivamente , si sostituisce l’acqua e si lascia riposare per circa una settimana , sostituendo l’acqua almeno due volte al giorno !Dopo questi sette giorni , si cambia di nuovo l’acqua , mettendovi dentro anche il sale (circa 75g-100g di sale per litro), ricordando che la quantità di “salamoia” dipende ovviamente da quella dei lupini e che la salamoia deve coprirli completamente . Dopo qualche giorno finalmente si possono consumare .

E’ un pratica un pò lunga … ma ne vale la pena ! Ad ogni modo  , i lupini possono essere consumati anche sotto forma di farina , ovviamente bisogna essere in possesso di una macina .

Approfondimenti :

- Dove comprare i semi di Lupino Bianco

- Dove comprare la farina di Lupino Bianco

 

Ott 22

In città, si sà , è praticamente impossibile essiccare le aromatiche all’aperto senza “affumicarle” con lo smog . Personalmente , pur non avendo di questi problemi , a volte , per risparmiare tempo , utilizzo il microonde . Essiccare con il microonde è semplice e richiede pochi minuti . E’ sufficiente lavare ed asciugare le aromatiche che si desidera essiccare , riporle su un piatto e metterle nel microonde a circa 700 W per un tempo variabile che dipende dal tipo di erba aromatica e dalla quantità . Erbe con foglia più spessa , tipo il rosmarino , richiede 2-3 , mentre ad esempio per il prezzemolo può bastare un minuto .

 Una volta che le aromatiche saranno essiccate per bene , si sbriciolano molto facilmente anche con le mani e possono essere conservate in vasetti ermetici .

Io uso questa tecnica anche con le foglie di Stevia : in un minuto sono essiccate !

Non mi sono mai spinta oltre le aromatiche , perchè penso che essiccare con il microonde ad esempio la frutta , rischia solo di “cuocerla” . Anche se , in realtà , potrebbe invece andare bene con il peperoncino e l’aglio , perchè contengono meno acqua .

Ott 14

 

Potere dei motori di ricerca : ero alla ricerca di gadgets stravaganti , e invece mi sono imbattuta in questo “prodotto” decisamente originale .

“Plantable paper” letteralmente significa carta che può essere piantata : trattasi infatti di carta (generalmente riciclata) che contiene semi di fiori . Quindi  il bigliettino , il calendario o segnalibro , dopo l’adempimento del suo scopo primario , può essere interrato e dare vita a splendide piantine di fiori .

Io trovo quest’idea geniale !

Volendo , oltre a comprare oggetti realizzati con questa speciale carta , è possibile realizzarla anche  in casa . Fondamentalmente bisogna seguire lo stesso procedimento di cui ho parlato anche in precedenza nel post ” Riciclare la carta in casa ” , aggiungendo i semi sul telaio dopo aver “filtrato” la poltiglia di carta . Ovviamente si consiglia di inglobare semi piccoli .

Approfondimenti :

-  Dove comprare oggetti con “plantable paper” : http://www.botanicalpaperworks.com/

- Video su come realizzarla a casa (in inglese , ma molto chiaro): http://www.youtube.com/watch?v=lMnLaA8JsIg&feature=fvw

 

Ott 06

Oggi rigiro semplicemente un progetto segnalatomi via mail direttamente dalla realizzatrice di questi simpatici anelli , la designer Linda Schailon .

Ogni anello è realizzato a mano ed esclusivamente con cannucce riciclate . L’intera collezione conta oltre 100 modelli , che differiscono per colore e forma .

Per dettagli :

http://www.lindaschailon.com/flow/

Ott 05

 

 

      

A circa 5 mesi di distanza dal primo video ( praticamente avrei potuto girare e montare un film intero in quest’arco di tempo … :oops: … ma , come ben sapete , non ho trascorso l’estate a pettinar le giraffe ! ) , ecco il secondo - Le Arachidi : coltivazione ed utilizzi .

 




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