Archivio : Maggio 2008

Mag 29

Quando si coltiva soprattutto a livello amatoriale, ci si preoccupa in maniera quasi spropositata di dare alle piante tutte le cure del caso ,  incorrendo invece in errori fatali .

Uno dei più frequenti causato invece da buone intenzioni è la concimazione . L’utilizzo errato dei concimi , soprattutto se chimici , può causare addirittura la morte quasi immediata (pochi giorni ) dell’amata pianta . Infattispesso si utilizzano dosi eccessive di concime e troppo a stretto contatto delle radici , bruciando l’apparato radicale .

Voglio ricordare inoltre che le eccedenze dei concimi chimici che non riescono ad essere assorbite scatenano un processo detto di “eutrofizzazione” , ovvero confluiscono nelle acque , dando inizio all’eccessiva riproduzione del fitoplancton che ,una volta morto ,viene assimilato da altri microrganismi .Durante questo processo , quest’ultimi , riprodotti anch’essi in maniera considerevole grazie alla notevole disponibilità di cibo ,consumano l’ossigeno disciolto nell’acqua con una velocità superiore a quella con cui si ripristina (ipossia) , causando in questo modo la morte di ogni organismo , infatti in mare le zone in cui si verifica questo fenomeno vengono chiamate proprio “zone morte” . La”zona morta” più estesa è quella del Golfo del messico . L’ipossia si può risolvere  iniziando a non utilizzare i derivati dell’azoto , appunto i concimi . 

Personalmente non sono un ‘amante dei concimi , soprattutto di quelli chimici ,  preferisco di gran lunga l’utilizzo del compost , in quanto autoprodotto , per cui “so cosa c’è dentro “!Inoltre , a mio modesto parere , a meno che un appezzamento di terra non sia utilizzato 12 mesi l’anno , ritengo anche inutile la concimazione , dal momento che normalmente la terra rigenera la sua fertilità nell’humus , parte superiore del suolo che contiene proprio azoto derivato dalla decomposizione di piante ed animali .

Tuttavia , se proprio qualcuno fosse interessato alla concimazione , che almeno sia concime biologico .

Tra quelli riconosciuti effettivamente come biologici  , si fa una distinzione tra concimi di origine animale (e qui bisognerebbe anche far attenzione anche a come l’animale è stato allevato !)e quelli di origine vegetale .

Alcuni concimi biologici di origine animale :

  • il pollino [escrementi di pollo essiccato]
  • stallatico [escrementi e fibre vegetali essiccate]
  • cornunghia[unghie e corna di bovini tritate]
  • farina di pesce
  • sangue di bue

Alcuni concimi biologici di origine vegetale :

  • borlanda [scarti del mosto d’uva]
  • leonardite [un tipo di torba]
  • torba di sfagno [ottenuta dalla decomposizione dello sfagno , un muschio]

 

 

Mag 19

Oggi assegno il premio per il concorso ” Primo tra i fiori del bene 2008 ” . Ricordo che l’anno scorso ha vinto il Physalis Peruvianus , in data 27 Aprile . Quest’anno , con mio grande stupore vince la Stevia che con circa 2 mesi d’anticipo rispetto al 2007 , stravolgendo ogni previsione .

Intanto gli altri “candidati al concorso” crescono bene , e fra qualche mese sveliamo anche i nuovi arrivi .

 

Mag 12

Fiori del neem

Frutti essiccati del neem

Semi di neem

 

 

 

 

 

L’olio di neem si ricava dalla spremitura a freddo dei semi della Melia Azadirachta o della Azadirachta indica , alberi della famiglia del Mogano : è originario dell’India , dove viene impiegato da secoli come rimedio per febbri , dolori ed infezioni .

Infatti i semi e le foglie del neem contengono dei composti che hanno rivelato proprietà antisettiche, antivirali e fungicide  ed inoltre riusultano sgradevoli agli insetti .

L’olio di neem , pertanto , è impiegato diluito in acqua nelle coltivazioni biologiche (e nella cosmesi ) ed è riconosciuto anche dall’AIAB come sostanza non tossica per l’uomo .

Fortunatamente è diventato un prodotto facilmente reperibile , malgrado i costi un po’ proibitivi , ma considerando che và diluito e che è atossico , ne vale la pena comprarlo .

 

Mag 01

biodiversitàSi sente parlare sempre più spesso di “biodiversità” , talvolta anche a sproposito .

Personalmente pur avendo letto qualche testo di Ecologia e di Biologia  , ho realmente capito il senso di questo termine solo con la “pratica” !

Lo spunto di questa riflessione l’ho avuto dal Sechium : per un anno intero ho “etichettato” il Sechium Edule come varietà a ciclo stagionale , pensando :<< il sechium è una cucurbitacea , quindi è stagionale >> .

E invece mi sono sbagliata , e di molto : dalle radici dei sechium interrati l’anno scorso sono spuntati fortissimi virgulti .

Potete immaginare il mio stupore e la gioia di aver dimenticato di eliminare le radici :) !

Quindi ” la mia biodiversità ” ( ovvero la biodiversità “secondo me”) è la beffa della natura verso il vano tentativo dell’uomo di voler etichettare le varietà con nomi (tassonomia) , pensando che ad ogni nome [famiglia e genere] corrispondano delle caratteristiche , ma in realtà ogni specie rappresenta un’eccezione  .

Ad ogni modo , per approfondire (o comunque avere una fonte decisamente più accreditata) , rimando alla Wikipedia , dove sono presenti anche numerosi link per ulteriori dettagli .

 




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