E’ passato ormai qualche mese dalla lettura de “La rivoluzione del filo di paglia ” , ma tutt’oggi , ogni qualvolta che sono a contatto con le “mie creature” , penso di continuo al metodo di Fukuoka e a come applicarlo al meglio . Inevitabilmente , quando un libro cattura la mia attenzione , cambia anche il mio modo di vedere le cose .
Successivamente , ho letto anche ” Masanobu Fukuoka : Lezioni italiane ” : praticamente è la trascrizione di alcune conversazioni tenute da Fukuoka nel viaggio in Italia del 1991 .
Onestamente a tratti mi è sembrato troppo enfatico , in quanto pone l’agricoltura nel campo della fede . Tuttavia “Lezioni italiane” mi ha dato la possibilità di comprendere al meglio la bellissima presentazione di Giannozzo Pucci ( curatore sia de “Lezioni Italiane” che de “La rivoluzione del filo di paglia” ) al libro “L’agricoltura Naturale nell’800 : Esperimenti di Rivoluzione del filo di paglia in Italia un secolo prima di Fukuoka ” di Pietro Stancovich . Si tratta di un documento dalla valenza quasi storica risalente al 1841 :il canonico Pietro Stancovich racconta i suoi esperimenti di colture di formento senza aratura , vangatura e concimi , dal momento che , proprio come Fukuoka , sosteneva che la vegetazione in natura nasce , cresce e si sviluppa senza l’intervento umano . A testimonianza di quest’affermazione riportò come esempio la nascita e la crescita del tutto spontanee di un fico nella fessura del muro di un castello .
Pertanto ,in realtà , fu Stancovich e non Fukuoka a fondare il concetto di “Agricoltura naturale” . Tuttavia , secondo Giannozzo Pucci , Stancovich fallì nella divulgazione delle sue idee principalmente per la mancanza di un messaggio spirituale di fondo . Pur riuscendo a dimostrare l’efficienza delle sue idee , non riuscì a convertire la mentalità volta alla religione della modernità : anche i miracoli non sono sufficienti se non supportati della fede .
Invece Fukuoka , sebbene un secolo dopo , è riuscito nell’intento ,unendo agricoltura e etica della natura .
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