Archivio :Categoria ‘Lagenaria longissima ’

Mag 13

E’ qualche anno che coltivo le lagenarie ed ho sempre pensato che l’utilizzo fosse principalmente decorativo … ma ho ricevuto la mail di un italo-americano di origini siciliane che mi ha letteralmente illuminato su un ulteriore utilizzo delle lagenarie , nello specifico della lagenaria longissima .

In Sicilia , infatti , la lagenaria longissima viene coltivata anche per i succulenti germogli ( la parte più tenera ) , chiamati appunto “tenerumi” . Pare siano una vera prelibatezza saltati sulla pasta o anche nelle minestre .

E’ proprio vero che nella vita c’è sempre da imparare !

Approfondimenti :

- Minestra estiva con i tenerumi

- Fusilli integrali con i tenerumi

Mar 15

Finalmente il sole comincia a farsi sentire e le temperature iniziano ad essere molto piacevoli . Si può procedere con le semine !

germoglioE’ molto interessante in che modo anche per una pratica così semplice come la semina vi siano tante tecniche e “scuole di pensiero” per attivare il seme e farlo germogliare più in fretta . Per quanto mi riguarda , io mi regolo in base alle dimensioni del seme : i semi piccoli li dispongo direttamente sul terreno e mantengo terriccio e semi costantemente umidi con uno spruzzino . Invece i semi grandi li metto prima in ammollo in acqua per 24-48 ore ( nel caso delle lagenarie , il cui tegumento è praticamente legnoso ,  è necessario anche un periodo più lungo ), poi li faccio germogliare in uno straccio umido ,chiuso in un contenitore ermetico ( per non perdere umidità ) ed esposto al sole (o comunque ad una fonte di calore ) fin quando non spuntano le radichette . A quel punto interro il seme con radichetta a un centimetro di profondità (non oltre , altrimenti rischia di marcire). Tuttavia esistono anche altre tecniche per ottenere risultati migliori dalla semina .

Ad esempio la vernalizzazione sfrutta le basse temperature per attivare i semi . Infatti pare che disponendo i semi in frigo prima della semina o anche durante la fase di germinazione (quindi quando hanno già la radichetta) , in quanto il freddo attiva i processi metabolici , favorendone la crescita . Tuttavia questa tecnica può essere usata solo su quelle tipiche varietà dette ” microterme” , ovvero che hanno la fase di massima crescita proprio durante le stagioni più fredde , e sono principalmente graminacee . Quindi sulle semine primaverili , la vernalizzazione non credo che abbia una particolare utilità .

Altra tecnica è l’osmopriming , segnalata tempo fa dall’amico Stranepiante  : sostanzialmente prevede l’immersione dei semi in acqua distillata e di un sale (21 g di sale per un litro d’acqua) per almeno 24 ore prima della semina . Evidentemente questa sorta di “salamoia” protegge i semi da muffe e batteri , aumentandone germinabilità  e addirittura vigore .

Devo essere onesta , ma io ho sperimentato l’osmopriming sui semi di zucchina … per il momento non noto differenza .

E a questo punto mi chiedo perchè complicare quello che è un processo così naturale ? :oops:

 

 

Gen 27

Mi sembra incredibile : ho scritto almeno cinque post su come utilizzare le lagenarie ( vedi il bastone della pioggia con la lagenaria longissima , l’ipod ecologico , la zucca dalle mille idee , la mangiatoia per gli uccellini , cesti con la lagenaria ) , ma non ho mai spiegato come ripulirle dalle “incrostazioni” prima di utilizzarle! Bè, cercherò di porre rimedio a questa dimenticanza .

 

 

Per cominciare , c’è da dire che le lagenarie , una volta essiccate , si presentano come nella foto : praticamente si sviluppa una patina polverosa bianco-grigia che va assolutamente rimossa prima di decidere di dipingerle o decorarle . Il modo più semplice e rapido è di scartavetrare con un foglio di carta vetrata molto fine ( tipo una grana 320 ) da usare bagnata .

 

 

 

In alternativa , si potrebbe lavare la lagenaria sotto il getto d’acqua corrente , grattando le incrostazioni con una paglietta per i piatti come viene suggerito qui …ma personalmente temo che la superficie ne risenta in omogeneità e che l’approccio sia un pò troppo aggressivo .

 

Inoltre bagnare completamente la lagenaria comporta dei tempi un pò più lunghi , perchè prima di poter effettivamente iniziare a dipingerla , deve essere perfettamente asciutta .

Tuttavia ritengo molto interessante , invece , la tecnica per ripulire la lagenaria dall’interno , per svuotarla dai semi e dalle membrane che li sostengono .

 

 

 

Nel tutorial infatti si suggerisce di usare un comune scavino per la frutta (ma anche un cucchiaino va benissimo) per grattare via tutto il contenuto della lagenaria . Infine di leviga la superficie interna con carta vetro .

 

 

 

 

 

Volete sapere io come pulisco l’interno delle lagenarie? Semplice , ho applicato una delle frese per unghie , però dopo averla opportunatamente modificate , (l’”aggeggio” non funziona più! :( ) su un trapano e pulisce che è una meraviglia … è o non è anche questo un riciclo creativo? :lol:

Ad ogni modo , è un’operazione che rilascia polvere , quindi , se possibile , è consigliabile procedere all’aperto .

 

 

 

 

Ago 03

Occorrente :

  • 1 lagenaria longissima

  • spiedini di legno o chiodi del diametro della lagenaria

  • sassolini

  • striscia di cuoio o nastro largo 1-2 cm

  • colla

  • seghetto o taglierino

  • piccolo punteruolo

  • metro da sarta

  • carta vetrata

  •  

    Rainstk1.jpg (9329 byte) 1. Pulire la superficie esterna della lagenaria con la carta vetrata .

    2.Se avete intenzione di incidere la zucca , decorarla o verniciarla , occorre farlo ora.  

     

    3. Tagliare la lagenaria a circa 15-25 cm (6-10″) dall’estremità .

    4.Ripulire l’interno della zucca dai semi e dalle membrane : il suono del bastone dipende molto dalla cavità creata all’interno della zucca .

    Rainstk2.jpg (21402 byte) 5. Ora che la parte interna della zucca è pulita, prendere il nastro e assicurarlo all’estremità della zucca appena tagliata . Avvolgere il nastro a spirale intorno a tutta la lunghezza della zucca ed fermarla all’altra estremità


    6. Usando il nastro come guida di riferimento, cominciare a perforare con il punteruolo la zucca sopra e sotto il nastro.

    Rainstk4.jpg (9567 byte)  

    7. Rimuovere il nastro e infilare gli spiedini di legno o dei chiodi nel foro superiore fino a che non entri nel foro dell’altro lato della zucca.

     

    8 . Utilizzare un taglierino per tagliare lo spiedo eccedente che sporge fuori dal foro.

    9. Inserire i sassolini all’interno della lagenaria .

    10.Incollare le due parti della zucca con la colla e rinforzare questa giunzione con un collare di cuoio( o tessuto) incollato sopra il taglio per circa 10 cm

    Il vostro bastone della pioggia (rainstick) è pronto .

     

       
    Rainstk5.jpg (20947 byte) Rainstk6.jpg (16544 byte)

    Fonte : http://www.americangourdsociety.org

    Giu 18

    Come promesso , è giunto il momento di svelare le nuove varietà di cui mi sto attualmente occupando .

    In un precedente post , avevo parlato un pò dei tanti componenti del genere lagenaria . Finora ho parlato della lagenaria siceraria (a bottiglia) , mentre quest’anno ho avuto la fortuna di coltivare anche la lagenaria longissima (sarebbe la numero 13 di questo schema ) .

    Fondamentalmente ha le stesse caratteristiche di tutte le lagenarie : è rampicante , si semina in primavera e si raccoglie in autunno . Quando matura diventa legnosa .

    Fiore lagenaria longissima

    Il fiore della lagenaria longissima è bianco , poco più piccolo del fiore della zucchina .

     

    Fiore femmina della lagenaria longissima

     

    I fiori hanno sessi separati (nella prima foto c’era il fiore maschio e nella seconda il fiore femmina , con il suo gambetto modificato che contiene l’ovario ) .

    Questa varietà di lagenaria viene utilizzata spesso per decorare i pergolati , infatti viene chiamata anche “zucca da pergola” .

    Ci tengo a precisare che definire le lagenarie come “zucche” è un pò improprio  , in quanto pur essendo entrambe cucurbitacee , appartengono a generi differenti , ma è un termine che rende bene l’idea di cosa si parla , per cui almeno io continuerò ad usarlo !




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