Non impazzisco per questo tipo di pianta , però mi stringe il cuore quando puntualmente , all’indomani della befana (quasi come se lo sentisse che le feste sono finite!),comincia a perdere le foglie …verso una fine inesorabile . Inoltre è anche una di quelle piante che combattono linquinamento domestico … quindi merita di essere salvata!
L’errore più frequente che si commette è quello di buttarla via ai primi cenni di cedimento . In realtà , con qualche accortezza in più , si riesce tranquillamente a recuperare la pianta e a farla addirittura rifiorire nell’inverno successivo .
Innanzitutto l’Euphorbia pulcherrima (è questo il nome scientifico della Stella di Natale) vive naturalmente in un clima tra i 14° e i 22° , pur tollerando temperature più basse . Quindi in inverno si consiglia di tenerla in casa , in un luogo luminoso, però lontana da termosifoni o fonti di calore . Mentre dalla primavera può essere trasferita all’aperto , dopo esser potata .Verso Settembre , la pianta deve esser riportata in casa e ,possibilmente, posta in un ambiente poco luminoso , in quanto la stella di natale è brevidiurna , cioè è sensibile alla luce , nello specifico , inizia a fiorire quando le giornate si accorciano , riducendo le ore di luce .
Dunque la luce fa rinvigorire la pianta , il buio innesca la fioritura .
Nel complesso ha bisogno di poca acqua , anche in estate . E a pensare che in rete ho trovato testimonianze che questa pianta , tenuta libera in terra , riesce anche a superare i quattro metri d’altezza , fa spavento . Quindi sarebbe cosa buona e giusta rinvasare annualmente la pianta .
Addirittura ho letto che si può ottenere con estrema facilità anche la tale dalla Stella di Natale , in primavera , come per una qualunque talea : tagliare una porzione apicale di un ramo (talea vegetale) e disporlo o in acqua o in terra . E magari , perchè no , l’anno prossimo per Natale potrebbe essere un gran bel regalo autoprodotto!


27 01 2009 alle 7:31 pm
Bel post!! è un peccato che ogni anno migliaia di queste piante vengano “usate” solo per il breve periodo natalizio e poi letteralmente buttate nel cassonetto. non è neanche tanto difficile farla sopravvivere sino all’anno successivo, come dici, è essenziale la lontananza dai termosifoni; finite le feste, per i tre mesi successivi la tengo vicino alla portafinestra del balcone (all’interno), e poi all’esterno in primavera, durante la ripresa vegetativa le foglie sono verdi e non rosse, ma è sempre una bella pianta
.
ciao
27 01 2009 alle 7:49 pm
Ciao ! Grazie
!
Hai detto bene …vengono “usate” …e poi gettate!
Spero effettivamente di salvarne il più possibile con questo post
Poi magari mi dici la tua stella di natale se è effettivamente sopravvissuta con queste indicazione!
La mia gode di ottima salute !